Agevolazioni start up innovativa

 

Diventare un imprenditore e creare un azienda al giorno d’oggi può risultare un impresa assai ardua. Le pratiche burocratiche ed il sistema fiscale sembra non voler aiutare minimamente la creazione di nuove realtà nazionali.

 

Tuttavia per risollevarci da questo cupo scenario qualcosa è iniziato a muoversi e le prime agevolazioni per le nuove start up sono arrivate.

Scorciatoie burocratiche, erogazioni a fondo perduto, incentivi fiscali per chi investe e acquista macchinari, crediti d’imposta per assunzioni «di personale qualificato» sono alcune delle agevolazioni proposte. Sono persino concessi permessi di soggiorno “facili” per chi scegliesse di innovare in Italia. A quattro anni dalla nascita delle start up il pacchetto di misure per sostenere il settore è molto articolato: sono ben 28 le agevolazioni pensate per questo tipo di imprese. Una serie di sconti più o meno conosciuti ed efficaci, arricchita in modo incisivo con l’ultima legge di Bilancio.

 

Purtroppo non tutte queste agevolazioni sono conosciute dai potenziali imprenditori e questo perché  l’applicazione delle norme e la cumulabilità tra gli incentivi nasconde diverse insidie: il rischio maggiore è la difficoltà per un neo inserito nel settore di poter utilizzare al meglio tutte le combinazioni previste senza intoppare in errori che potrebbero causarli la perdita di tali diritti.

Per questo motivo l’efficacia di tali strumenti, messi a disposizione dai diversi governi, è ancora tutta da dimostrare.

Gli ultimi dati della sezione speciale del Registro delle imprese dimostrano che le start up innovative sono in costante aumento (+6%, 382 unità in più nell’ultimo trimestre). Ora sarà importante monitorare il successo delle misure messe a punto dai vari Governi sulle imprese potenzialmente agevolate in ogni fase del loro ciclo, dalla nascita fino al termine del percorso di cinque anni previsto dal regime.

Nel link riportato a pie pagina è trattato un esempio esaustivo di start up innovativa che riesce a combinare le varie agevolazioni per ottenere il miglior risultato.

FONTE: Il sole 24 ore

 

 

Detrazioni fiscali per installazione,sostituzione o riparazione delle grondaie

Un’importante detrazione che spesso viene trascurata per la sua singolarità, ma che in caso di bisogno risulta essere molto gradita, è la detrazione IRPEF per le spese d’installazione o sostituzione delle proprie grondaie.

Come le altre detrazioni IRPEF appartenenti alla stessa categoria (detrazioni per spese di ristrutturazioni), tale agevolazione si divide in due casistiche: la prima riguarda tutti gli interventi ad una abitazione singola mentre la seconda comprende i lavori in un edificio in condominio.

Il beneficio fiscale inerente le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio è stato introdotto nel 1997, prima in misura provvisoria poi confermato in via definitiva. Negli ultimi anni tale beneficio è stato allargato anche a tutte le spese per un’eventuale riqualificazione energetica dell’immobile.

L’ultima importante modifica, se pur provvisoria, è in corso già da qualche anno e dovrebbe prolungarsi per il restante 2017. Tale cambiamento comporta un aumento del beneficio al 50% della spesa sostenuta con un massimo di € 96.000,00 da detrarsi nei successivi dieci anni. Al momento non si può prevedere un eventuale proroga per cui s’ipotizza per l’anno successivo il rientro nel regime ordinario, quello previsto dall’art. 16-bis del d.p.r. n. 917/86. Il beneficio tornerà al 36% della spesa sostenuta con un massimo di € 48.000,00.

Per rendere più concreto i concetti appena descritti, proponiamo un esempio con il beneficio attualmente vigente: nel condominio Alfa vengono sostenute spese di manutenzione della facciata pari ad € 80,000,00. Tizio paga la propria quota (interamente riversata all’impresa nel medesimo anno di corresponsione all’amministratore) pari ad € 6.000,00. Tizio avrà diritto a una detrazione pari ad € 3.000,00 da fruirsi in dieci rate annuali di pari importo (€ 300,00) dall’anno dell’effettuazione della spesa.

Gli interventi ammessi alla detrazione IRPEF si distinguono, come accennato nei primi “passi” dell’articolo, fra interventi su aree comuni di un edificio in condominio e fra unità di proprietà esclusiva. La differenza si riscontra nelle operazioni ammesse alla detrazione:

-Per le parti comuni di un edificio in condominio:

interventi di manutenzione ordinaria;

interventi di manutenzione straordinaria;

interventi di restauro e di risanamento conservativo;

interventi di ristrutturazione edilizia.

-Per le unità immobiliari singole:

interventi di manutenzione straordinaria;

interventi di restauro e di risanamento conservativo;

interventi di ristrutturazione edilizia.

 

Ai fini del tema principale dell’articolo ci soffermiamo sulle operazioni riguardanti le grondaie ovvero i canali di scolo che servono a far defluire l’acqua dai tetti.

Nell’eventualità di voler intraprendere dei lavori in un condominio, bisogna innanzitutto saper riconoscere se le grondaie siano di proprietà comune dell’edificio o meno; infatti, come specifica l’Agenzia delle entrate nel proprio sito istituzionale, bisogna distinguere tra grondaie condominiali e grondaie accessorie a singole unità abitative. Secondo la Corte di Cassazione, la grondaia dev’essere considerata condominiale anche se posta a servizio di un lastrico solare in uso esclusiva nell’ambito di un edificio in condominio. Se l’intero edificio risultasse di proprietà il problema non sussisterebbe.

Per quanto detto fin qui risulta immediato capire che la natura dell’intervento, in relazione alla tipologia di edificio, sia direttamente collegato alla possibilità di usufruire del beneficio della detrazione fiscale per ristrutturazione.

 

Per chiarezza riportiamo uno schema riassuntivo sugli interventi ammessi per tipologia di edificio:

-GRONDAIE CONDOMINIALI: Riparazione o sostituzione senza modificare situazione preesistente;

-GRONDAIE DI PROPRIETA’ ESCLUSIVA: Nuova installazione o sostituzione con modifiche della preesistente situazione.

 

 

 

 

Fonte: condominio web

 

Bonus asilo nido

Per tutte le nuove famiglie arriva un importante novità: il bonus asilo nido è ufficialmente richiedibile.  E’ possibile richiedere l’agevolazione sia per l’iscrizione in strutture pubbliche sia per strutture private per un massimo di 1.000 euro.

L’agevolazione per la retta dell’asilo nido può essere richiesta dai genitori di minori nati o adottati dal 1 gennaio 2016. Possono presentare richiesta sia i residenti in Italia, cittadini italiani, comunitari, o in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, sia i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria. Per ottenere tale agevolazione non sono previsti redditi massimi, per cui tutte le categorie di persone sopra citate potranno richiedere l’importo di 1.000 euro per pagare l’iscrizione all’asilo nido.

Per il progetto sono stati stanziati 144 milioni di euro, per cui l’Inps ha dichiarato che erogherà i bonus fino al completo esaurimento del budget.

La cifra richiesta non potrà superare l’effettivo valore della retta e potrà essere richiesta solo con effettiva documentazione di pagamento. E’ possibile ottenere il bonus per più figli, ma sarà necessario però presentare una domanda per ciascuno di essi.

La richiesta di agevolazione dovrà essere richiesta dal genitore che effettivamente ha affrontato l’onere della spesa. È importante che le ricevute riportino sia il codice fiscale del richiedente che quello del minore.

La domanda può essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

-Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile

-Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

Il bonus asilo nido viene percepito con cadenza mensile: verranno erogate 11 mensilità di un importo pari a 90,91 euro per un massimo di 1000 euro o eventualmente dell’importo richiesto se inferiore a 1000. Il  beneficiario sarà colui che ha sostenuto il pagamento.

Nell’eventualità ci fossero rette pagate prima di luglio saranno saldate in un’unica soluzione.

 

Occorre sapere che il contributo mensile erogato dall’Istituto non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta. Inoltre il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione fiscale prevista dall’art. 2, comma 6, legge 22 dicembre 2008 (detrazioni fiscali frequenza asili nido). Il bonus asilo nido non può essere fruito, inoltre, in mensilità coincidenti con il cosiddetto bonus infanzia (art.1, commi 356 e 357, legge n. 232 del 11 dicembre 2016).

Nuovi genitori non perdete tempo si potrà presentare la domanda fino al al 31 dicembre 2017.

 

FONTE: INPS